il bagno turco

ero alle terme giorni fa a coccolarmi un po’ tra massaggi e piscine. ho provato una terapia di cui non avevo mai sentito parlare prima. si chiama bagno romano irlandese. è un percorso che prevede una serie di saune che partono da 45° ed arrivano fino a 70°. i vari passaggi sono separati da docce (tiepide e gelate), peeling, idromassaggio. in alcuni posti, come in svizzera, questo bagno si fa nudi, ma ahimè nel mio albergo era obbligatorio il costume. dico ahimè, perché a quelle temperature, effettivamente anche due minuscoli pezzettini di stoffa sul corpo sembrano superflui e si vorrebbe non avere nulla sulla pelle se non il proprio sudore che continua a scorrere come un rubinetto. la nudità nelle saune è abbastanza comune e non ha dell’osceno. l’imbarazzo scompare presto, la vergogna pure, perché il mondo attorno scompare e si sente solo la propria persona emergere in mezzo a tutto quel vapore, a quel calore. a livello sensoriale, il bagno romano irlandese è un’esperienza erotica che non ha paragoni se non forse con l’atto sessuale e che coinvolge tutti i sensi. si raggiunge una percezione straordinaria di ogni parte del proprio corpo da riuscire a percepire ogni minimo battito cardiaco, come in uno stato di delirio. il respiro si fa ansimante e profondo. la mente si libera di ogni pensiero. emerge l’es tra la nebbia e i profumi d’incenso e si plasma sull’epidermide col sudore che continua a scorrere. la pelle si fa più bella, più liscia, più morbida. la temperatura sale: 45°, 54° fino a raggiungere i 70° in una nuvola di vapori che offusca la vista, senza che questo caldo dia soffocamento o malori. e alla fine si crolla, sfatti, distrutti, e ci si sente rinati.

séverine