l’ultimo capodanno

ecco ci risiamo. di nuovo capodanno. il giorno da me più odiato dell’anno insieme al mio compleanno. sarà che non riesco a lasciarmi alle spalle il passato, sarà che non mi piace l’allegria forzata, i botti, i tappi di spumante, i frigoriferi vecchi lanciati dal quarto piano… ma mi sento sempre fuori luogo a queste feste piene di gente ubriaca che si diverte, sfoggiando mutande rosse allo scoccare della mezzanotte. immancabilmente mentre tutti festeggiano tra stelle filanti, quando l’amigo charlie brown improvvisa un trenino con brigitte bardot, mi isolo e inizio a pensare ai fatti miei, a fare quel maledetto bilancio in rosso di fine anno e a distrarmi dall’euforia condizionata, aspettando col cellulare in pugno un sms tanto atteso che potrebbe cambiare le sorti della serata. non arriva mai! ad ogni beep del telefonino è sempre qualcun altro, magari gente che neanche mi ricordavo di avere in rubrica, ma del lui di turno nemmeno l’ombra. intanto aspetto convincendomi che sarà per via del traffico telefonico, a capodanno le linee sono sempre intasate, però, aspettando questo sms mi  rovino tutta la festa di san silvestro.  alle 2.40 maledico il gestore telefonico che mi ha appena avvisato, dopo un vuoto di circa un’ora e un quarto, che il credito sta per terminare (e per forza con tutti questi messaggini di risposta, rischio di non avere più soldi per quando dovrò rispondere a lui!) e alle 4.37  me la prendo contro la stramaledetta batteria ormai scarica, lasciandomi in standby per tutta la notte.  così, una volta rincasata a mattino inoltrato lascio acceso il cellulare in attesa ancora degli auguri che sto aspettando. verso le 11 del mattino, quando sono nel pieno del sonno e nella fase rem sto sognando addirittura una sua telefonata, ecco che a raffica mi arrivano 245 sms che mi svegliano di soprassalto. tra questi 245 c’è il sms di celeste, compagna delle elementari ritrovata grazie a facebook i cui ricordi più recenti risalgono all’esame di quinta elementare, c’è poi il sms di giacomo, un tizio conosciuto in marzo ad un aperitivo e mai più rivisto ne’ sentito, quello di un certo gianni, che nella mia rubrica è etichettato come “gianni puffo” (mah!) e c’è ovviamente il sms di martina, la vicina di casa della fidanzata dell’amico di un mio ex. insomma tra tutti questi  sms di conoscenti e sconosciuti vari il suo non c’è mai. ultra-stra-maledetto traffico telefonico di capodanno.  aspetto ancora tutto il giorno. disillusa, scoraggiata, triste ed amareggiata verso le 19.40 mi convinco e gli invio un messaggino, cercando le parole più sdolcinate, mielose e stucchevoli che il mio glossario possa conoscere. la risposta arriva  di solito dopo tre ore e si limita a un “grazie, anche a te”.

séverine

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saturno contro

capodanno: tempo di bilanci, di propositi, di valutazioni e di tanti, tanti sensi di colpa. sì, perché questa cosa dei propositi mica mi convince, visto che ogni volta a fine anno si va in rosso, senza che si sia concluso niente di tutto ciò che ci si era proposti di fare 365 giorni prima, consapevoli del fatto che anche l’anno successivo non ci si riuscirà. ho già detto che le festività natalizie mi innervosiscono, ciò che non ho detto è che il capodanno mi deprime. anche perché ci si aspetta chissà che cosa dal veglione dell’ultimo dell’anno, come se allo scoccare della mezzanotte si dovesse trovare nel giro di un minuto amore, salute, lavoro e fortuna. invece… ci si ritrova alle 00.01 a leggere i numeri della tombola tra vecchi zii, bambini e cotechino con lenticchie appena sfornati. sì, ma l’anno prossimo farò qualcosa di speciale… queste sono le promesse che si ripetono da decenni. se poi si ha la sfiga di essere single a capodanno o la doppia sfiga di essere trentenne e single a capodanno bisogna prepararsi all’augurio (che secondo me porta pure tanta sfortuna) che immancabilmente arriva da qualche parente: “che sia l’anno giusto!” questa solfa la sento da una vita e finora non ho avuto nessuna relazione duratura nell’arco degli ultimi quattro anni. mi sa che questa volta, invece, di provvedere alla lingerie rosso sangue, di scarlatto mi procuro un bel corno scaramantico. anche perché oggi sentivo al tg che la novità di quest’anno è indossare qualcosa di viola l’ultimo dell’anno. viola? viola! insomma capisco che è un colore bellissimo, capisco che è tanto di moda, ma il viola a capodanno è proprio funesto. la superstizione sarà pure una brutta cosa, ma a me il viola a capodanno prende proprio male. no, non mi lascerò condizionare dalle mode! a proposito di superstizione, capodanno è anche tempo di oroscopi… e anche quelli mai una volta che indovinassero, se non per le notizie negative. un amico astrologo mi ha già detto che sarà un anno difficile e che partirà male… come se quello in corso non stesse finendo in maniera difficile!!

séverine