gatto nero, gatto bianco

parto. per il mio compleanno parto sempre. evito gli amici. evito le feste. prendo il primo aereo, il primo treno e vado via. questo ormai già da una decina d’anni a questa parte. se sto frequentando un uomo lo trascino in quest’impresa con me, altrimenti vado sola. viaggi organizzati (anzi disorganizzati) sempre all’ultimo minuto, last minute, che possono durare un giorno o una settimana, a seconda della disponibilità economica o degli impegni lavorativi. a molti sembra un’abitudine triste, ma io sono così. non disdegno la compagnia, ma certe volte preferisco la solitudine. si viaggia molto meglio da soli: non bisogna scendere a compromessi con i gusti e le esigenze delle altre persone. è un regalo che mi faccio ed essendo il “mio” compleanno accontento prima di tutti me stessa. e comunque, in generale, preferisco la compagnia maschile a quella femminile, sia quando si tratta di viaggi di lavoro, sia quando si tratta di viaggi di piacere. c’è una buona dose di  misoginia in tutto ciò non lo nego. ho poche amiche (di cui non mi fido mai al 100%) e pochissime confidenti, mentre mi trovo molto più a mio agio con gli uomini, con i quali stabilisco amicizie sincere e durature.  certo, un po’ mi manca la torta con le candeline e tutti quanti che mi cantano tanti auguri. mi piacciono quelle torte minuscole con tante candeline lunghe e  rosa che quasi non si reggono sopra.  “nel mezzo del cammin di nostra vita”  queste candeline vengono automaticamente sostitute da quelle a forma di numero: come a gridare a tutti gli amici la nostra reverenda età. manco lo sforzo di mettersi a contarle una per una. comunque, ogni volta che si avvicina questa data inizio a fare il bilancio della mia vita (un po’ come a capodanno): cosa ho combinato fino ad ora? poco e niente. tutte le volte che un uomo mi chiede “cosa vuoi per il tuo compleanno?” rispondo sempre la stessa cosa: un gatto verde. sono dieci anni che chiedo ai miei uomini un gatto verde, ma nessuno di quelli passati nel corso di questo tempo si è mai applicato a cercarne uno. il primo a cui feci questa richiesta, non solo non mi regalò il gatto verde, ma mi diede addirittura buca la sera stessa del mio compleanno, mandandomi un sms mezz’ora prima del nostro appuntamento per avvisarmi che non poteva. non ricordo la scusa ufficiale, ma credo dovesse passare la serata con la sua compagna. inutile dire che io ero già tutta impacchettata, quando mi arrivò quel messaggino. ricordo che passai la serata nel locale dove ci eravamo conosciuti un paio di settimane prima, fissando tutto il tempo la porta e aspettando che da un momento all’altro arrivasse lui con in braccio il mio gatto verde. ovviamente non fu così. ci vedemmo il giorno dopo. non era la stessa cosa, ma mi accontentai, o finsi di accontentarmi. ben presto di quell’uomo persi tutte le sue tracce, anzi no: ultimamente dopo anni e anni l’ho incrociato in strada casualmente più di una volta, ma suppongo che lui non possa ricordarsi di me né tantomeno del gatto verde che mi aveva promesso.

séverine