le notti bianche

soffro d’insonnia. è un’insonnia altalenante, a periodi. in certi momenti dell’anno divento un ghiro e dormirei anche ventiquattro ore su ventiquattro, in altri, come in questo, ho grosse difficoltà a prendere sonno e quando finalmente ci riesco dormirei tutto il giorno, ma immancabilmente non posso. esistono varie tipologie di insonnia: c’è chi non riesce mai ad addormentarsi prima delle due e si sveglia regolarmente alle sei e mezza la mattina seguente. c’è chi si addormenta regolarmente la sera, ma se casomai si sveglia nel cuore della notte non riesce più a prendere sonno. ci sono quelli che soffrono di incubi e hanno paura di addormentarsi per non sognare e poi ci sono quelli, come me, che soffrono di insonnia a singhiozzo. in genere va avanti così: due, tre notti di sonnambulismo e poi recupero il quarto giorno, collassando narcolettica. risultato: un gran mal di testa per una settimana. per cercare di prendere sonno non c’è niente di peggio di un buon libro, soprattutto se il libro è molto bello, perché invece di stancarmi, mi appassiono alla lettura e vado avanti per ore e ore…. ho provato anche con l’enciclopedia, ma niente. anche quella ha il suo fascino, rispondendo ai tanti perché della storia. in genere accendo la tele che durante il giorno non guardo mai e di sera tengo con volume bassissimo, sperando di riuscire a dormire. i programmi più adatti a conciliare il sonno sono: in primis vespa, poi ghezzi su fuori orario (il fuori sinc e la concentrazione per capire ciò che dice impone molta attenzione e energie), infine marzullo. se anche marzullo non ha fatto effetto camomilla allora non c’è scampo so già che passerò la notte in bianco e che inizierò a prendere sonno verso le cinque. intanto, ho già riprogrammato tre volte il timer che si è già spento altrettante volte. la notte porta consiglio… chi lo ha detto? sono terribili i pensieri che si fanno di notte! si inizia a fare il bilancio della propria vita: ciò che si è fatto, ciò che non si è fatto, errori, successi… e in genere vincono sempre i fallimenti (personali, lavorativi) e anche dormire rientra in quella serie di fallimenti. e così, ogni sera è una sfida tra me e il letto, tra me e il tempo, tra me e i miei pensieri inquietanti, tra me e marzullo che fa domante idiote ai suoi ospiti sulla notte, mentre mi chiedo solo a che ora riuscirò stavolta ad addormentarmi.

séverine