uccellacci e uccellini

piccioni

pure un piccione

per quanto cagone

ti fa compassione

sotto l’acquazzone

séverine

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le acrobate

 vivo sopra un filo come gli acrobati, sempre in bilico tra certezze e paure. per non cadere, mi fermo sul tragitto senza andare avanti e senza tornare indietro. eppure il filo potrebbe spezzasi lo stesso, qualcuno potrebbe tagliarlo e io non avrei neanche il modo di salvarmi, di salvare questa storia dalla monotonia e dal silenzio. (12 giugno 2004)

séverine

panic room

il rumore delle pagine girate, un telefono in perenne attesa, l’afa dell’estate fuori e dentro la stanza. sdraiata sul letto, guardo il cielo all’esterno della camera. possibile che il mio mondo si fermi qui, in questa scatola che mi contiene? ho tutto quello che ho bisogno e mi manca sempre qualcosa. lì fuori/qui dentro: due spazi equidistanti dal cielo.

21 giugno 1998

séverine

klimt

viaggio dentro ad un quadro di klimt. sono coperta d’oro e di capelli. sottile. flessibile. nuda.  quasi mi spezzo, mentre mi piego in mille parti, racchiusa come un feto dentro ventre materno, ma già donna in ogni mio organo.  cerco protezione. cerco di nascondermi. cerco disperatamente amore da questo mare prezioso che mi tiene a galla, che mi culla mentre mi addormento sperando che al risveglio questo sogno non finisca.

17 marzo 2009

séverine

love is the devil

ho un grido dentro me che vuole esplodere come un quadro di francis bacon. vuole scappare, ma è in gabbia, vuole piangere ma è di vernice. ha gli occhi sbarrati, la bocca spalancata, ma non ha fiato e non trova pace. sta lì e aspetta che qualcosa succeda, che l’autore lo cancelli, che qualcuno lo distrugga. invece resta sospeso, incorniciato alla parete, appeso in un museo, sotto lo sguardo del mondo che passa… e in questo istante gemo, credendo che rida di me. “ho sempre sognato di dipingere il sorriso, ma non ci sono mai riuscito” (francis bacon).

20 maggio 2005

séverine

me without you

odio i cambiamenti, le decisioni da prendere. ho paura di crescere.  ma la vita è scegliere… ogni giorno un test: ogni giorno “essere o non essere?” ogni giorno una nuova disequazione da calcolare, scalcolare annullare… quante cose buttate per aria… quanti sogni trascinati fino al fondo del mare, perché l’importante è crescere. che ne sarà di quel ragazzo che mi sforzavo di amare? che ne sarà di quell’amico che speravo di consolare… che ne sarà dei miei ricordi… della mia adolescenza beffarda… delle mie pagine imbrattate di finte poesie… che ne sarà del mare. è solo la vita che passa, trapassa, ti passa accanto ti tende la mano… prendila. non aver paura, il futuro verrà da sé… ma tu gemi, stai tremando: hai paura. stai piangendo. hai il mare di fronte, vorresti rubarne un’onda, ma se n’è già andata. confidi i tuoi segreti alle sirene: “sei come loro”, nata dalle acque e donna con i tuoi però… conti le onde allontanarsi da te fino a quella vela che taglia l’orizzonte. “essere o non essere?” è la vita che te lo chiede, per questo molo, per questi fossili pietrificati al sole, per tutte le conchiglie nel fondo della tua infanzia, per quel granello di sabbia racchiuso nel guscio di un’ostrica, per tutte le giornate tempestose, per la tua adolescenza beffarda, prendile la mano e continua. sempre. (24.06.2001)

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