acqua tiepida sotto un ponte rosso

è di questi giorni la notizia che a dicembre partiranno i lavori per il ponte sullo stretto. ne parlano tutti i tg, giornali, web… lo ha detto berlusconi, lo ha detto matteoli. la notizia mi ha sconvolta sulle prime. mi è sembrata una strategia politica, uno slogan pubblicitario, una trovata di cattivo gusto, una battuta detta al momento sbagliato.  mi chiedo perché ora. questa notizia arriva solo dopo due settimane dalla tragedia che ha sconvolto messina. forse era già stata stabilita la data per l’inizio dei lavori? credo di aver letto che sarebbero dovuti iniziare a gennaio 2010. non lo so, ma mi chiedo con che coraggio si possa pensare di costruire un ponte che costerà fior di milioni di euro, mentre è messina che andrebbe ricostruita, dopo l’alluvione del 1° ottobre. bisognerebbe fare case e non ponti, città e non tendopoli d’occorrenza. penso a quella gente, agli sfollati che ha perso la casa, penso ai parenti delle vittime, a chi ha perso le attività commerciali nell’alluvione. è gente che ha perso tutto, a cui la frana ha portato via non solo le quattro mura, ma i propri sacrifici, i propri ricordi, i propri cimeli, sì anche quelli. anche i cimeli hanno un valore, non quantificabile a livello economico. le fotografie di famiglia, il comò della nonna, il bouquet da sposa della mamma… cose che sono perse per sempre e non torneranno più neanche dopo la ricostruzione. e su tutte queste cose quelle due o tre stanze, acquistate, semmai con un mutuo trentennale costato sudore e fatica… quello che  questa gente ha perso non potrà mai esser restituito. la storia di questi individui, di una collettività resterà segnata da questa piaga e ciò che andrebbe fatto, a livello politico, è dare speranza, senza illudere nessuno, di un futuro di migliore, più sicuro, e di una ricostruzione repentina che dia presto a tutti ciò che è di diritto. e invece? lo stato cosa fa: costruisce un ponte colossale, da guinness dei primati. che se ne fa, questa gente, di un ponte che  collega alla terra ferma? è un invito alla fuga? avete perso la casa e noi vi diamo un ponte. l’equazione non funziona. più mi sforzo di fare i conti, ma no, il risultato non salta fuori. intanto mi chiedo quanto ci vorrà per costruirlo, assicurano 6 anni, e quando saranno ricostruite quelle case (questo non si dice?)

séverine