grandi magazzini

nel mondo delle promoter esiste ancora il baratto. quando mi sono avvicinata a questo lavoro qualche anni fa ignoravo completamente questo meccanismo assurdo e totalmente inutile. lo scambio inizia durante le pause lavorative: si fa il giro dell’ipermercato, stando attenti a non farsi beccare dal caporeparto, offrendo alle altre hostess il proprio gadget che consiste di volta in volta in una spugnetta da viaggio per le scarpe, un portachiavi, un campioncino di profumo… non importa l’oggetto in sé, la regola è questa: “se non hai niente, non ricevi niente”, guai a farsi trovare dalle altre ad una promozione senza gadget!! le promoter scambiano tra di loro qualsiasi cosa, una matita per un campanellino per gatto, un sacchetto di plastica per un sacchetto di cotone, una gommina a forma di formica per un cioccolatino all’eucalipto, quello stesso cioccolatino all’eucalipto per un’agendina microscopica da borsetta e il meccanismo va avanti così, fino a quando il bottino personale della promoter è arrivato a comprendere:

  • 1 spazzola  (per bambole)
  • 2 buoni sconto da 0,01 cent l’uno per l’acquisto di una confezione doppia di yogurt da 3,90 euro (!!!)
  • 1 campioncino di crema profumata (alla banana) per il corpo
  • 1 tazza per il latte (che quando la sollevi fa muuuu)
  • 1 buono sconto da 0,01 cent per l’acquisto di omogeneizzati (e ovviamente le promoter lo accettano anche se non hanno figli o se li hanno di 40 anni)
  • 1 penna bic (colore giallo)
  • 1 rotolo di carta igienica (con la scritta su ogni foglio “coccolami”)
  • 1 cioccolatino (all’eucalipto)
  • 1 cartolina per l’estrazione di un viaggio per due persone (a pinerolo)
  • 1 porta pasticche da viaggio (!!!)
  • 1 laccio portachiavi (con la scritta attenzione a dove hai parcheggiato l’auto)

insomma, tutti oggetti inutili che la promoter non utilizzerà mai, che non avrebbe mai pensato neppure di acquistare fino a quel momento e che molto probabilmente getterà nel pattume dopo una settimana o due. allo stesso modo anche il cliente si lascia tentare da  questa signorina che propone una saponetta da viaggio a forma di limone in cambio dell’acquisto di quattro scatole di fagioli formato famiglia. per accaparrarsi quella saponetta made in china il cui valore in termini di costo è 0,50 centesimi, la gente è disposta  a mangiare fagioli per una settimana e a sedersi sul water con le coliche per due!! c’è poi chi addirittura gira l’angolo, posa la spesa e si infila in borsa quanti più gadget riesce, come se fossero i premi di una tombolata in famiglia. comunque, facendo promozioni ho imparato a osservare le abitudini della gente da cosa mette nel carrello della spesa.  dallo scontrino si capisce cosa mangia, come si lava, come pulisce la casa e così via. c’è chi va a fare la spesa con la lista che immancabilmente non rispetta mai. c’è l’uomo che vaga come un automa tra le corsie in attesa che la moglie (il ministro delle finanze, una volta mi disse un signore) scelga per lui calzini, lamette per la barba, bagnoschiuma e via dicendo. c’è il single che compra pochissimo e in modo confusionario. la spesa nel suo carrello prevede: pasta (ma immancabilmente si dimentica il condimento), yogurt, biscotti per la colazione, bagnoschiuma, carta igienica, preservativi e carne di manzo. c’è poi l’uomo che chiama la moglie a casa ogni due minuti per sapere se il latte a lunga scadenza è migliore di quello fresco o se i collant che lei gli ha segnato devono essere per forza fumé o possono essere anche grigi, e intanto butta nel carrello qualsiasi cosa dagli spaghetti di riso cinese alle pappette per  cane confuse ovviamente per carne di manzo in scatola. questo è il mio acquirente ideale, riesco a vendergli qualsiasi cosa: sette confezioni di ricotta fresca, quattro reggiseni pushup taglia quarta per la moglie che porta una seconda scarsa, deodorante alla vaniglia, ceretta istantanea per peli incarniti… i più attenti restano gli stranieri, di solito vanno a fare la spesa tutti insieme, madre, padre, figli, nonni, zii, cugini. prima di acquistare qualsiasi extra si consultano e stanno anche mezz’ora a valutare se l’offerta delle tre scatole di fagioli per la saponetta sia veramente conveniente. hanno molto più rispetto dei soldi di noi italiani. non si fanno condizionare dalle regole del capitalismo e dal consumismo ad oltranza. dovremmo imparare dai loro carrelli a fare la spesa.

séverine