let it be

odio i cambiamenti, perché ogni cambiamento porta a una scelta e ogni scelta a una rinuncia. ho paura della vulnerabilità, perché quando sono stata volubile ho commesso degli errori. le relazioni mi fanno più paura della solitudine, perché ho il terrore di essere lasciata. un rifiuto ferisce come un abbandono. tendo a reprimere le emozioni, e poi mi viene la gastrite. detesto sentirmi in colpa, soprattutto se ho ferito una persona a cui tengo. non mi piace  l’indifferenza, perché mi mette a disagio. ma mi manchi, e questo è un fatto.

séverine

me without you

odio i cambiamenti, le decisioni da prendere. ho paura di crescere.  ma la vita è scegliere… ogni giorno un test: ogni giorno “essere o non essere?” ogni giorno una nuova disequazione da calcolare, scalcolare annullare… quante cose buttate per aria… quanti sogni trascinati fino al fondo del mare, perché l’importante è crescere. che ne sarà di quel ragazzo che mi sforzavo di amare? che ne sarà di quell’amico che speravo di consolare… che ne sarà dei miei ricordi… della mia adolescenza beffarda… delle mie pagine imbrattate di finte poesie… che ne sarà del mare. è solo la vita che passa, trapassa, ti passa accanto ti tende la mano… prendila. non aver paura, il futuro verrà da sé… ma tu gemi, stai tremando: hai paura. stai piangendo. hai il mare di fronte, vorresti rubarne un’onda, ma se n’è già andata. confidi i tuoi segreti alle sirene: “sei come loro”, nata dalle acque e donna con i tuoi però… conti le onde allontanarsi da te fino a quella vela che taglia l’orizzonte. “essere o non essere?” è la vita che te lo chiede, per questo molo, per questi fossili pietrificati al sole, per tutte le conchiglie nel fondo della tua infanzia, per quel granello di sabbia racchiuso nel guscio di un’ostrica, per tutte le giornate tempestose, per la tua adolescenza beffarda, prendile la mano e continua. sempre. (24.06.2001)

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