una storia vera

squilla il cellulare nel cuore della notte.  isabella assonnata si sveglia di colpo. allunga la mano sul comodino, stropicciandosi gli occhi. guarda l’ora: sono le 2.30. è un sms. lo legge: “vuoi tu sposarmi ed essermi fedele sempre, nel bene e nel male finché morte non ci separa”. isabella fa uno scatto nel letto. accende la luce.  guarda il mittente: è lui. non riesce a crederci. non sa che pensare. di colpo il cuore le inizia a palpitare a ritmi forsennati. tumtumtumtumtum. le sembra di avere un martello pneumatico in gola. è tutto così strano, assurdo. niente, però, in questa storia le sembra normale e anche questa dichiarazione in fin dei conti fa parte della loro normalità, del loro modo di comunicare fatto di 1000 messagini giornalieri. che fare? non può chiamarlo. sono le 3 di notte, poi lui stasera dorme dalla ragazza. isabella guarda per un tempo indefinito quel messaggio sul display. lo scorre avanti e indietro. poi, posa il cellulare. spegne la luce e fissa il soffitto, nell’oscurità. tutta la vita le passa davanti: l’infanzia, l’adolescenza, l’università e quel primo amore che non arrivava mai, finché due settimane fa non è arrivato lui nella sua vita. isabella pensa che le favole esistono e che quello che le sta accadendo ne è la dimostrazione. isabella pensa, sogna, immagina. il cuore le batte all’impazzata. non riesce ad addormentarsi. non può addormentarsi. non vuole addormentarsi. vorrebbe solo chiamarlo, vorrebbe solo andare da lui, vorrebbe solo saltargli al collo e stringerlo, ma non può. e poi c’è ancora lei. sempre lei. dovranno in qualche modo gestire questa cosa, pensa isabella. e comunque, isabella che colpa ne ha? e poi è stata la tipa ad entrare in crisi, è stata la tipa ad allontanarsi da lui, non il contrario. quando isabella lo ha conosciuto non sapeva neppure che lui convivesse con un’altra. e ora? che fare? che dire? accettare? rifiutare? isabella ha appena 21 anni, deve laurearsi e anche lui deve ancora finire. eppure, se lui le chiedesse di rinunciare a tutto, isabella lo seguirebbe subito senza pensarci un istante. in questo vortice di emozioni, di sensazioni, di paure e di speranze, isabella ha una sola certezza: lui si è deciso, ha scelto lei. lui che fino ad ora aveva desistito, perché confuso, perché in crisi, perché impaurito, finalmente ha deciso.  isabella pensa che sia la notte più lunga della sua vita e vorrebbe che le ore passassero più velocemente possibile, ma sono ormai le sei del mattino, ed è tanto stanca e assonnata. le squilla di nuovo il cellulare. è sempre lui che le augura buongiorno e su questo sms, isabella si addormenta serena, stringendo il telefono a sé. dopo un paio di giorni lui non dà più notizie di sé. scompare nel nulla. non manda più messaggini, anzi cambia addirittura numero, per non essere rintracciato. ha fatto la sua scelta, in effetti, e questa scelta non si chiama isabella. i mesi che seguono questa vicenda sono molto tristi. isabella cerca di rimarginare altrove le ferite del suo cuore, giocando coi sentimenti degli uomini come lui aveva giocato con i suoi. vuole capire cosa si prova, ma senza successo. da un giorno all’altro isabella smette di credere alle favole. sono passati dieci anni, isabella non ha più avuto proposte di matrimonio.

séverine

basta che funzioni

ogni post di questo blog fa eco al titolo di un film. la scelta dei titoli a volte è motivata dai miei gusti cinematografici, come quando cito ferreri o grifi, ma il più delle volte faccio riferimento a film che non ho amato o a registi che non seguo con particolare interesse. “basta che funzioni”, è questa la cosa importante per me. è semplicemente un omaggio indiretto al cinema che resta la mia grande passione. quando ho aperto questo blog non era mia intenzione recensire film, mi è capitato finora una sola volta, non so se accadrà in futuro. esistono tanti altri siti più specifici in tal senso. volevo solo uno spazio tutto mio dove dare sfogo alle mie paranoie, che sono tante e in continua crescita. credo che la paranoia sia insita nell’essere donna. tutte le donne sono paranoiche. gli uomini non lo sono e, ahimè  vivono meglio. noi donne, invece, passiamo tutta la nostra vita a farci seghe mentali per qualsiasi cosa, da quando siamo bambine fino a quando invecchiamo. nella nostra mente scorrono continuamente km e km di pellicole di film, di cui siamo contemporaneamente sceneggiatrici, registe e interpreti. basta pensare a quanto tempo impieghiamo per leggere e interpretare un banale sms, cercando di dare un senso e un’allusione alla punteggiatura. i puntini sospensivi in quel determinato rigo cosa vorranno dire? e quel punto esclamativo dopo “ciao” cosa significherà? a volte perdiamo tanto di quel tempo dietro questa punteggiatura che neanche più ci ricordiamo il contenuto del messaggino, a che ora è l’appuntamento e soprattutto dove! basterebbe che qualche volta ci mettessimo nei panni degli uomini per capire che quei segnetti messi qua e là nel sms non hanno alcuna allusione. basterebbe non essere così complicate e più leggere ogni tanto.

séverine